CrossInAir
Volando - di Laura P.G. Mary
"Me lo sento: oggi sarà una grande giornata!
Primo: ho veramente dormito come un angioletto; secondo: mi sono svegliata qualche istante prima che la sveglia iniziasse a emettere quel maledetto suono che detesto; e terzo: ho ricevuto un dolcissimo sms appena mi sono messa a sedere sul letto. Non che io sia una di quelle maniacocellularedipendenti che chiama il suo telefonino per nome decorandolo di brillantini o nascondendolo con cura in calze colorate perfettamente imbottite perché non prenda freddo. Ma non posso neanche negare di essermi addormentata tenendolo in mano come fosse una pietra preziosa e di averlo tenuto stretto tutta la notte sotto le coperte. Quando si è messo a vibrare per annunciarmi l’arrivo di un messaggio, ci è mancato poco che lo baciassi. Confesso anche che se nelle ultime ventiquattr’ore è nato un certo affiatamento tra me e il mio Nokia modello superpassatodimoda èsolograzie al fatto che da meno di ventiquattr’ore quell’apparecchietto vibrante è diventato il mio collegamento diretto con uno degli uomini più affascinanti e intriganti che mi sia mai capitato di incontrare. E qui ci scappa uno sospiro profondo e una tirata dei muscoli facciali a mo’di “sììì!”…Non so se mi spiego…"
Primo Volo - di Laura P.G. Mary
«Ho calcolato che da casa all’aeroporto ci vogliono esattamente venti minuti in assenza di traffico. Facendo altri due rapidi calcoli conto che tra meno di un paio d’ore farò il mio debutto ufficiale come hostess di volo, indossando la mia nuovissima e super sexy uniforme grigio/nuance deprimente. Il sorriso ebete che mi si stampa in faccia mentre immagino di varcare la soglia con la stessa classe di Claudia Schiffer in passerella mi dà sollievo e mi fa sentire anche un po’ ridicola. So che non ho di che preoccuparmi. Andrà tutto straordinariamente bene. Con l’intento di concentrarmi su qualcosa che non mi porti ad un attacco d’ansia da primo giorno di lavoro, mi giro per cercare l’uniforme. Non vedo l’ora di indossarla. Ad essere sincera mi piace di più l’idea di indossare un’uniforme in generale che l’idea di indossare proprio questo modello in particolare. Hanno scelto un colore triste come il grigio. Il grigio è il colore perfetto per passare inosservate tra il cemento e lo smog degli aeroporti».
Edizioni il Ciliegio - Lurago d'Erba (CO) Italia
Chi Siamo
Laura Mary nasce a Lugano, Svizzera, nel’Aprile del 1975. Cresciuta professionalmente nell'ambito delle pubbliche relazioni, ha battezzato i suoi primi anni di lavoro come assistente di volo per una compagnia aerea di bandiera a cui è sempre rimasta legata: "... gli anni più belli della mia vita". Come molte donne della sua generazione è mamma, moglie ed impegnata professionalmente al 100%. Nonostante gli impegni ha trovato il tempo di dare vita a due personaggi a cui si è molto affezionata e di cui è pronta a raccontare vita, morte e perché no... piccoli miracoli.
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